Saturday, February 25, 2017
   
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Filosofia ...   Gennaio 2011 - ULTIMA IMMAGINE DAL CIRCOLO POLARE ARTICO - KVIKKJOKK - LAPPONIA SVEDESE ... di seguito filosofia ...   Colui di cui sto parlando è uno che ne ha abbastanza e un giorno, con tre chili di semente (fave, fagioli, marijuana); un kit di pronto soccorso;
Lentamente muore ...    LENTAMENTE MUORE  Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine , ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia , chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione , chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni ,proprio quelle che fanno brillare gli occhi , quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti .
Il branco...e come è cambiata la nostra vita... Non sono di sicuro il solo a ritenere che l’automobile e la televisione siano i due mezzi che più hanno contribuito a privare l’uomo del paesaggio nell’ultimo mezzo secolo della sua storia. Etimologicamente, televisione viene dal greco "a distanza" e dal latino video, "vedere". Vedere a distanza è la drammatica condizione di chi deve accontentarsi, di chi non può essere attivo e protagonista, perché non può vedere, toccare e sentire con i propri sensi...
  FIORENZO BULFER:
Dicembre 2009
Foresta nera ( Germania)

PUBBLICATO IL DIARIO DELL'ULTIMO VIAGGIO

Durante le presentazioni dei miei viaggi che mi chiamano ad esporre, amo parlare anche del fallimento in quanto elemento  essenziale della nostra vita e della nostra crescita umana.

Trovo in questo scritto di Alex riassunta gran parte del mio pensiero e qui ben rappresentato …

 

 

 

Alex Bellini – Il Pacifico a remi

 

E’ nel momento dell’insuccesso personale , piccolo o grande che sia , quando tutto intorno a noi va a rotoli,quando ci sentiamo soprafatti da un incolmabile senso di nullità e siamo neri dalla rabbia,è esattamente in quel momento che si dovrebbe avere il coraggio di guardare in faccia la realtà.

Forse, a distanza di qualche tempo,ci potremmo perfino accorgere che non raggiungere il nostro obiettivo è stato un grandissimo colpo di fortuna.

Siamo figli di una società che pone smodata enfasi sul concetto di successo e nega e nasconde tutto ciò che non è in sintonia con questo diktat. E a me questo non piace per niente. Vorrei essere un esempio contro corrente , vorrei restituire il valore educativo delle cadute e delle sconfitte, di tutte quelle volte in cui non si è stati un campione. Bisognerebbe insegnare ai nostri figli, prima ancora di battersi per vincere, di battersi per vivere, di non avere paura di osare e che il valore di un uomo non è commisurato al numero di volte che è salito sul gradino più alto del podio , ma a quante volte ha saputo,dopo una caduta,rialzarsi e dirsi : “Andiamo” …. E magari aggiungere “avanti bastardo” !!!

 
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